Gli anni dal 1976 al 1982
Per il prossimo album, intitolato «Thriller» e che inizialmente doveva chiamarsi «Star Light», Michael tornò a lavorare con Quincy Jones, Rod Temperton e con molti musicisti che avevano collaborato con lui nell’album «Off The Wall».
Michael: ”Mi ricordo una volta, mentre lavoravamo a «Thriller», eravamo in studio con Quincy Jones e Rod Temperton. Io stavo giocando a flipper.
Uno di loro mi chiese: ”Se questo album non verrà fuori bene quanto «Off The Wall», ti sentirai deluso?“
Mi ricordo che rimasi triste. Mi fece male che quella domanda fosse stata persino posta.
Loro dissi: ”«Thriller» deve essere meglio di «Off The Wall».“ Dissi che volevo che questo album diventasse l’album più venduto di tutti i tempi. E loro iniziarono a ridere. Evidentemente, quella richiesta sembrava loro irrealistica.“
Michael si unì di nuovo a Paul McCartney. Le due canzoni «Say Say Say» e «The Girl Is Mine» furono il risultato della loro collaborazione.
Alla fine, Quincy Jones e Michael scelsero «The Girl Is Mine» come primo brano definitivo dell’album «Thriller».
«Not My Lover» era il titolo che usavano per «Billie Jean». Lo facevano perché Quincy era contrario al nome «Billie Jean», che Michael aveva scelto fin dall’inizio per quella canzone. Quincy pensava che la gente potesse ricordare subito Billie Jean King, la tennista donna.
Michael: ”Molte persone mi hanno chiesto di questa canzone. E la risposta è molto semplice. La canzone parla di una ragazza che afferma che io sono il padre di suo figlio e io difendo la mia innocenza, perché quel bambino non è mio.
Questa cosa è successa ad alcuni dei miei fratelli e io sono sempre rimasto molto sorpreso. Non riuscivo a capire come quelle ragazze potessero dire di avere un figlio in grembo, mentre una cosa del genere non era vera. Non riesco nemmeno a pensare a come si possa dire una bugia del genere.“
Eddie Van Halen accettò di collaborare nell’esecuzione della canzone «Beat It». Da solo, suonò la chitarra in modo straordinario. E anche Steve Porcaro [Toto], Steve Lukather, Greg Phillinganes, Louis Johnson e Vincent Price erano tra le persone che collaborarono con Michael in questo album.
Alla fine, Michael e Quincy furono messi sotto una forte pressione dalla casa discografica affinché completassero l’album il prima possibile.
Michael: ”Quando la casa discografica ti spinge a finire il lavoro il prima possibile, tu sei davvero sotto pressione. E anche noi eravamo sotto pressione per l’album «Thriller». Loro dissero che l’album doveva essere completato esattamente entro una data precisa. Fatelo o morite.
Così ci ritrovammo nella situazione di doverci quasi “uccidere” per finire il lavoro giusto nei tempi stabiliti. Facemmo compromessi sul mix delle canzoni e anche su quali brani dovessero essere inseriti nell’album. Tagliammo da ogni parte finché, alla fine, l’intero album diventò qualcosa di senza capo né coda.

[Spielberg—Michael—Quincy]
Quando finalmente ascoltammo le canzoni che dovevamo consegnare, «Thriller» mi sembrò così terribile che mi misi a piangere. Eravamo sotto una pressione enorme perché, nello stesso periodo in cui cercavamo di finire «Thriller», stavamo anche lavorando a «The E.T Story Book» e dovevamo finirlo anch’esso entro i tempi stabiliti. Era come se tutte le persone nello studio fossero in guerra tra loro e arrivammo a questa amara verità: i mix di «Thriller» non andavano bene.
Sedemmo subito in studio, lo studio Westlake a Hollywood, e ascoltammo tutte le canzoni dell’album. Ero distrutto dal dolore. Tirai fuori in una volta tutte le emozioni che avevo tenuto dentro. Mi arrabbiai e lasciai la stanza. Dissi ai miei: ”Non pubblicheremo questo album. Chiamate la CBS e dite che non possono riceverlo. Non daremo questo album a loro. Ecco, quando l’ho detto.
Alla fine capii che dovevamo rifare da capo il mix di tutto l’album. Quando fu fatto.... Boom!... «Thriller» fece un rumore come una bomba e mise fuori gioco tutti i concorrenti negli Stati Uniti. Anche la CBS poteva capire la differenza tra loro. «Thriller» era un progetto pieno di fatica.“

